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Colloquio erotico

Il colloquio che non ti aspetti

Claudia quella mattina era particolarmente agitata.

Avrebbe dovuto sostenere il colloquio per il lavoro che aveva sempre sognato e finalmente, dopo svariati tentativi era riuscita ad attirare l’attenzione dei dirigenti.

Fino a qualche ora prima era sicura di sé e molto concentrata: sapeva bene come vendersi e sarebbe risultato facile impressionare i piani alti, ma ora tutte le certezze erano svanite in un baleno.

Non poteva perdere più tempo o sarebbe arrivata tardi al colloquio.

Si mise una camicetta nera di pizzo molto sottile, un semplice pantalone aderente a vita alta, ed un paio di scarpe col tacco non altissimo.

La scelta dell’intimo fu piuttosto semplice: un coordinato base anch’esso con dettagli in pizzo.

Prese la macchina e partì alla volta della sede centrale della tanto ambita rivista per cui aveva sempre voluto lavorare.

Arrivò trafelata all’appuntamento, ma comunque era puntualissima, e dopo essersi presentata alla segretaria,si accomodò nella sala di ingresso.

Dopo circa un quarto d’ora, un uomo molto avvenente fece il suo ingresso, uscendo da una stanza che aveva un aspetto molto formale.

Si guardò intorno e disse: ” Signorina Fetigalo?”.

Claudia sentì il suo cuore battere a più non posso e si alzò tremando e sussurrò un flebile “sono io”.

Claudia seguì quell’uomo elegante nella stanza e si chiusero la porta alle loro spalle.

Era un bel tipo…

Alto, leggermente brizzolato. Sicuramente sulla quarantina.

Quell’aria saccente da so tutto io gli dava un aspetto ancora più intrigante…

Iniziò a tempestarla di domande sui suoi studi e le sue esperienze, ma allo stesso tempo non sembrava particolarmente interessato e colpito dalle risposte di Claudia.

Anzi l’unica cosa su cui l’uomo si focalizzava era la scollatura del seno di Claudia, che si intravedeva appena dal pizzo nero.

Claudia se ne accorse e capì che l’unica possibilità per ottenere il lavoro dei suoi sogni, sarebbe stata quella di giocarsela facendo la gatta morta.

Iniziò quindi ad accarezzarsi il bordino della camicetta, ammiccando con aria sensuale e sbattendo le ciglia in modo civettuolo.

Mentre fissava l’uomo diritto negli occhi, notò che lui cominciava ad assumere un atteggiamento di irriverenza, e faticava a stare fermo e a concentrarsi sulle domande che porgeva alla sua candidata.

Lui aveva iniziato a sudare e per cercare di respirare un po’ meglio, aveva iniziato ad allentare il nodo della cravatta, ma senza ottenere grandi risultati.

Claudia avvertì un forte brivido percorrerle la schiena e decise di ricorrere al tutto per tutto.

Con un gesto deciso si alzò dalla sedia e, con una camminata sinuosa, raggiunse l’uomo dall’altra parte della scrivania, si chinò leggermente su di lui e lo afferrò per la cravatta, costringendolo così ad alzarsi e a seguirla dall’altra parte della stanza.

Lo sbattè con le spalle al muro ed iniziò a baciarlo con una passione travolgente che lui condivide di buon grado.

Una mano scivolò dapprima sulla camicia di lui e piano piano, arrivò a sfiorare la virilità dell’uomo, già turgida e pronta all’uso.

Vestiti di ogni genere cominciarono a volare per tutta la stanza, finché i due si ritrovarono stesi sulla scrivania di lui, completamente nudi e con i corpi attorcigliati.

Segretaria porca

Le lingue arrivavano a lambire ogni centimetro della pelle dell’altro, e le mani fuggitive palpavano ed afferravano tutto ciò che incontravano sul loro cammino.

Claudia si alzò e percorse con la lingua tutto il corpo del suo capo fino ad arrivare alla zona più maschile che prese a massaggiare con molta intensità.

Decise poi di accoglierlo tutto nella sua gola con una tale voracità che non riuscì a reprimere qualche piccolo conato.

Se lo spinse fino in fondo più volte e lo trattenne nella sua bocca mentre lui con una mano le teneva la testa e approfittava della sua bocca in modo irruento.

Lui non voleva uscire dalla sua bocca, anzi iniziò ad usarla a suo completo piacimento, istigato nel vedere gli occhi di lei lacrimare a causa del grande sforzo mascellare a cui era sottoposta.

Deciso a godere come non mai, l’uomo si alzò la prese per i capelli e la mise a carponi davanti a sé e con un solo colpo ben assestato la penetrò completamente ed iniziò a stanfuffarla come uno stallone che non si diverte da mesi.

Claudia si sentiva piena da quella dose massiccia di carne, e si sentiva in completa balia di un estraneo a cui si era concessa per puro tornaconto personale.

Ma in quel momento nulla aveva senso.

Stava godendo come non faceva da molti mesi a questa parte.

Lui la girò e la penetrò anche da davanti, e poi decise di metterla sopra di lui in modo da farle cavalcare il suo arnese.

Claudia venne diverse volte e cominciava davvero ad essere stanca e provata da quella esperienza ma lui no, non aveva nessun intenzione di porre fine a quell’amplesso.

Ad un tratto lui tentò il tutto e per tutto e decise di approfittare del suo sederino tutto pepe.

Con uno slancio improvviso e senza tentennamenti, le aprì il sedere e cominciò a darle delle botte così forti che Claudia iniziò ad urlare come una pazza.

Chissà cosa avrebbe pensato la segretaria se li avesse sentiti.

Lui sfruttò a lungo il fondoschiena di lei, e cominciò ad emettere dei rantoli di piacere che si accompagnavano a colpi sempre più forti.

Ad un tratto uscì da Claudia, la fece girare e le infilò il sesso in bocca, dove riversò copiose ondate di sperma che schizzavano violente nella gola della ragazza.

Quando ebbe finito si assicurò che Claudia avesse ingoiato fino all’ultima goccia il suo prezioso nettare, e poi la lasciò li, stanca ed aperta come non mai.

Si rivestirono entrambi in silenzio e senza guardarsi, ed una volta finito lui la guardò, e con l’aria di superiorità con cui l’aveva accolta poco prima, si limitò a liquidarla con un “le faremo sapere”.

Un mezzo sorriso comparve sul volto dell’uomo che dando le spalle alla povera Claudia lasciò la stanza del colloquio e se ne andò come se nulla fosse mai accaduto tra loro due.

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